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CAPOLINEA - libro sull'AUTISMO

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Autismo, 'Capolinea' e' il libro su relazioni umane di un ragazzo Asperger
Roma, 16 ott. - Un viaggio nelle relazioni umane fino all'ultima fermata. È 'Capolinea. Aller et Retour', un libro disegnato a mano, con diverse tecniche: penne, matite e pennarelli hanno riempito le sue pagine. La particolarita' e' che gli autori sono due: un ragazzo con la sindrome di Asperger, Eugenio Ranieri, e Sara Conti, un'artista normotipica, che vive in Belgio. Il luogo che ha permesso l'incontro di due artisti solo apparentemente cosi' lontani - lui outsider, 'speciale', lei insider, normotipica- si chiama 'Ultrablu': e' un laboratorio artistico romano, ma anche un esperimento continuo.

"È uno spazio che conferma il successo nel coniugare l'arte giovane e l'arte outsider- spiega alla Dire il cofondatore del centro, Virgilio Mollicone- lo abitano 15 ragazzi, sia normotipici che con disturbi del neurosviluppo, e stanno crescendo tutti in maniera straordinaria. In Ultrablu avviene cio' che non e' pensato, perche' si mette a frutto proprio il dono naturale dei ragazzi con autismo: l'imprevedibilita'".

'Capolinea' e' "un modo di osservare e percepire le diverse conversazioni tra la gente- precisa Eugenio- e' un'ispirazione che ho avuto nel corso della mia infanzia, per raccontare come vivono e cosa si dicono le persone nei mezzi pubblici in diverse parti del mondo, dalla Francia alla Germania, dall'Inghilterra all'Italia passando per la Spagna. Le lingue che abbiamo usato sono tante".

Nel libro "si e' creato un gioco tra interni ed esterni- aggiunge Mollicone- Eugenio, amando disegnare gli autobus e i tram, ha lavorato esclusivamente sulla parte esteriore, sulle immagini degli esterni, giocando proprio sul concetto interno-esterno. Ha sviluppato la parte outsider. Sara Conti ha, invece, lavorato sugli interni".

L'ultima fermata dell'autobus e' nella natura. "Le persone scendono e si perdono nella natura e nell'ultima tavola ci sono solo alberi- rivela il professore- perche' nella natura non c'e' ne' un dentro ne' un fuori. La conoscenza toglie tutte le infrastrutture che dividono gli artisti, superando le definizioni di outsider e insider, interno ed esterno. Sono artisti- conclude- punto e basta".

(Red/ Dire)
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