Home Le News dai Clown (Archivio) DALLA PALESTINA dell'ultima missione in terra Ebraico palestinese 2014

DALLA PALESTINA dell'ultima missione in terra Ebraico palestinese 2014

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Con il Primo viaggio fatto con ufficio pellegrinaggi e don Raimondo con quella del 2014 è la 5^ missione con i dottor clown di corsia ospedaliera ! eccoti un piccolo resoconto dell’ultima del 2014 – 30 dottor clown da tutto il veneto hanno partecipato, sia negli ospedali/case di cura Cattolici ma anche Islamici ed Ebraici, ovviamente abbiamo anche visitato luoghi di culto del cristianesimo ed è sempre bellissimo tornarci! … La missione a Gerusalemme e a Betlemme tra la fine di aprile e i primi di maggio 2014 di quest’anno del gruppo dei dottor clown Italia è stata un concentrato di emozioni.

 

E’ stato l’orfanotrofio La CRECHE “di suor inquieta” che ospita bambini abbandonati da 0 a 6 anni, frutto di stupri e di povertà, in cui la polizia palestinese porta le giovani madri a partorire di nascosto per evitare che siano esse stesse uccise dall’ignoranza, seguiti e amati da persone che dedicano la propria vita a chi sarà sempre un essere di serie B e che non sarà mai accettato dalla società.

 

È stato scoprire che la religione di appartenenza passa in secondo piano se si è di fronte ai bellissimi bambini sordomuti dell’“Ephpheta Paul VI” seguiti da religiose cattoliche che hanno accettato nella propria scuola l'insegnamento del Corano e hanno sostituito nelle aule la tradizionale croce con un’immagine della madonna con Gesù bambino.

 

E’ stata la lacrima della bimba messa a dormire alle 5 del pomeriggio come tutti gli altri bambini come lei della “Struttura per bambini con grandissimi problemi”, incantata dai pupazzetti di stoffa colorata incastrati nelle dita e alimentata con la flebo di cibo liquido, pieno di proteine e altre sostanze vitali, fatto passare attraverso un sondino permanente. E’ stato per i dottor clown passare 4 o più volte al giorno attraverso i chech point sorvegliati con i mitra spianati tra Israele e i territori della Palestina per andare a portare un po’ di felicità e di leggerezza a bambini che bambini non sono mai stati.

 

E’ stato farsi scattare decine e decine di foto assieme ai bambini seguiti dalla "Al-Sadeel Society for Palliative Care” e inscenare per loro uno spettacolino, assieme a ragazzi e ragazze velate palestinesi che hanno imparato da questi dottor clown l’arte di fare i matti per scherzo, per aiutarli ad affrontare un po’ meglio il loro cancro e le loro malattie senza speranza. Sono state le magie, le acrobazie riuscite e non, le scenette divertenti e gli esercizi di giocoleria fatti durante l'oretta di divertimento loro e dei bambini orfani dell’ “SOS Children’s Village” che li hanno ammirati, a volte con stupore e a volte con timore perché non sanno cosa rappresenta il naso rosso e la faccia dipinta da clown.

 

E’ stato il colorato paracadute sotto al quale si balla se sei un bambino normale ma invece ci si picchia alla grande se sei un ragazzino orfano o con disabilità della “School of Joy” con tanta rabbia dentro che sfoghi a suon di pugni. E’ stato vedere la gioia negli occhi dei bambini del “Caritas Baby Hospital” che pur essendo un ospedale privato accoglie bambini di ogni razza e religione senza chiedere nulla in cambio.

 

La missione in Palestina del gruppo dei dottor clown di Vicenza sono state le armi vere e funzionanti delle divise verdi, lo stesso cibo per dieci giorni di fila, ma anche la gioia negli occhi dei bambini e degli adulti che hanno riso di loro e con loro. E’ stata la loro presentatrice che in un arcaico dialetto veneto e una mutanda rossa in testa si è rivolta a mamme di bambini ammalati coperte da capo a piedi da un velo nero attraverso il quale si intravvedono a malapena gli occhi.

 

E’ stato essere rincorsi per le strade di Betlemme per essere ringraziati e fotografati. Questo è quello che hanno vissuto queste persone, a loro spese e decidendo di usare i loro giorni di ferie (chi li ha) per portare un po’ di gioia a chi gioia non ha, questi pajassi che si fanno chiamare Baristo (il capo carismatico), Chicca (l’attrice più brava del circondario), Lilo (due occhi che sorridono da soli), Lory (la dolcezza sempre e dovunque), Mudanda (che si tiene in braccio 5 bambini alla volta), Ebo (il re dei maghi), Raj (il giocoliere ormai professionista) e Arturo (l’ultimo arrivato) e che ancora per qualche giorno non vogliono dimenticarsi dei loro nomi speciali.

 

Questi pajassi che, come ricordava un professore ormai in pensione che iniziava le sue lezioni ricordando il santo del giorno, credono che se un Dio esiste questo non sia questo o quello secondo che ci si trovi in una cappella maronita, in una chiesa ortodossa, in un santuario cristiano, vicino ad una moschea dalla cupola d’oro od ai resti di un antichissimo tempio ebraico, ma sia quello che c’è nel cuore di ognuno di noi.

 

Questo articolo è stato scritto di getto dal Prof universita’ di Verona – dipartimento di scienze statistiche ed economiche che ha iniziato con noi la sua avventura di clown dottore al servizio delle persone malate – oggi è presidente dell’associazione Dottor Clown Verona Onlus che a ottobre farà il primo corso per volontari nella citta di Verona

 

Io Evaristo Arnaldi sono il coordinatore nazionale dei dottor clown italia che organizza le misioni internazionali – siamo in 600 dottor clown su 38 strutture di cura in italia e nel mondo, india , brasile, Tanzania, Kenya e Mozambico

 

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