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PROGETTO REGIONALE INFO SOCIAL POINT

PROGETTO REGIONALE INFO SOCIAL POINT

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Presidentee Referente progetto Dott. Arnaldi Evaristo Giovanni Via Fogazzaro, N° 12 – 36030 Caldogno – VI 0444 585430 – cell 347 2261288 -------------- 2. BREVE DESCRIZIONE DELL'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO CHE PRESENTA LA DOMANDA Storia ---------------------------------------------- L’associazione è nata dopo alcuni anni di attività di un gruppo di ragazzi e giovani in maniera informale nel territorio del comune di Caldogno nel 1999. Subito vi è stato spazio per realizzare le aspirazioni del gruppo fondatore coinvolgendo i ragazzi e i giovani non solo del paese ma dei limitrofi e la stessa città di Vicenza e poi con il progetto patch adams ovvero i clown dottori di corsia ospedaliera, una dimensione Regionale, nazionale (collegamento con Roma e la convegnistica su Milano) ed internazionale (missioni in India – progetto quinquennale, Palestina, Brasile, Mozambico con progetto ONU-FAO e corsi di formazione negli USA). ------------------------------------------------------- Persegue comunque una sua dimensione filiale per questo paese alla periferia di Vicenza da dove prende linfa vitale la dirigenza e alcuni volontari, in questo sito si rivolge la compagnia teatrale che però partecipa al circuito FITA sulla provincia di Vicenza e coordina la formazione interna degli animatori per CREC e GREST, la formazione dei clown dal punto di vista della improvvisazione (scuola francese di J. Lecoque) --------------------------------------------------------------- Il gruppo dei fans Club del calciosaponato ha in attivo un contenitore da circa 11 anni chiamato ROCKALD interamente dedicato ai ragazzi e giovani del territorio con una dimensione legata ora all’UNIONE dei comuni di Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina. Insiste anche un gruppo di ricerca storica che pubblica ricerche archivistiche originali, una pubblicazione biennale “Quaderni Calidonensi”. L’ufficio nella sede Operativa in Via Diviglio n° 37, ha accessibilità per l’utenza prettamente giovanile del comune di Caldogno con progettualità, segretariato giovanile e collegato agli info giovani del veneto. ------------------------ Finalità statutarie ------------------------------------------------------------------------------ Art. 3 L’associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, animazione del territorio, servizi di supporto culturale, impegnandosi nella promozione di una cultura di pace e recupero di spazi per giovani e si impegna ad attuare il tutto attraverso. 1. aggregazione giovanile, apertura di uno sportello info giovani 2. recupero delle tradizioni socio culturali, pubblicazioni periodiche 3. sviluppo di tutte quelle iniziative di scambio tra associazioni giovanili comunali, distrettuali, provinciali, regionali ed internazionali. 4. sensibilizzazione ecologica e ambientale per una riduzione dei componenti di scarto, il riciclo, ed uno sviluppo sostenibile 5. promozione di corsi e conferenze di approfondimento dei temi giovanili, concorsi di idee, filmografici, discografici, letterari prettamente indirizzati ai cambiamenti generazionali e le fenomenologie moderne. 6. il collegamento in rete nazionale di tutti quegli organismi che concordano con le finalità della stessa. 7. L’istituzione di percorsi di orientamento scuola-lavoro e supporter per iniziative di aggregazione in senso lato. Attività 1. Animazione ''progetto Giovani'' nel territorio di Caldogno con il contenitore estivo ''Rockald e Calciosaponato'' - 10 giornate estive di giochi , teatro, musica, film e dibattito sulla condizione giovanile. 2. Compagnia teatrale ''filodrammatica Calidonius'', con 10 elementi, mise en scene di piece teatrali in dialetto vernacolare e calendario con 5 uscite minime annuali presso i teatri amici della provincia di Vicenza 3. gruppo di Ricerca storica del territorio - pubblicazione di documenti di archivistica sul territorio ''Quaderni calidonesi'' 4. Ufficio Infogiovani e InfoSogni in Via Diviglio - Ex distretto Socio sanitario n°11 CRESOLE 5. Confederazione Dottorclownitalia, formazione, coordinazione animazione delle corsie delle medicine e chirurgie pediatriche di 12 strutture/ospedali del veneto, studio e pubblicazione scientifica sulla materia, convegnistica, percorsi scolastici medie superiori ( 350 clown operativi nel 2007) 6. Missioni internazionali con gruppi di medici e chirurghi accompagnati da gruppi di clown terapeuti Tipologia e numero dei soci ---------------------- Numero soci volontari: 20 Numero dipendenti: 0 --------------------- Area geografica di operatività --------------------------------------------------------------- Vicenza e attraverso la Confederazione dei DOTTOCLOWITALIA nel VENETO principalmente, collegamenti di formazione con la università La Sapienza di Roma, università di Bologna e la Fondazione Garavaglia di Milano , alcune Missioni Internazionali quando possibile. ----------------------------------------------- Progetti realizzati negli ultimi tre anni finanziati dal Regione Veneto e dai CSV CSV ------------------------ 2005 Titolo del progetto “Associa e Associa-ttivo – formazione ultraspecialistica” Anno di riferimento : 2005 Importo finanziato . 18.000,00 Stato di avanzamento : concluso il aprile 2006 ----------------------- Titolo del progetto “Progetto INDIA” Anno di riferimento : 2005 Importo finanziato . 4.000,00 Stato di avanzamento : concluso il aprile 2006 ------------------------ Regione Veneto Titolo del progetto “Un sorriso di Clown per gli ospedali del veneto e Kittry” Anno di riferimento : 2005 Importo finanziato . 4.348,32 Stato di avanzamento : concluso e rendicontato 2007 ------------------------------------------------------------ 2006 Titolo del progetto “Ambulaclown” Anno di riferimento : 2006 Importo finanziato: 7.000,00 Stato di avanzamento _ in corso di rendicontazione e conclusione APRILE 2008 -------- Titolo del progetto “Medici e Infermieri Comici” Anno di riferimento : 2006 Importo finanziato: 8.000,00 Stato di avanzamento _ in corso di rendicontazione e conclusione APRILE 2008 ------------------ Titolo del progetto “Bucarest – tutti i clown da MILOUD” Anno di riferimento : 2006 Importo finanziato . 4.000,00 Stato di avanzamento : concluso e rendicontato 2007 --------------------------------- Regione Veneto Titolo del progetto “Gio clown in squadra volante e Piazze sbollate” Anno di riferimento : 2006 Importo finanziato . 4.611,60 Stato di avanzamento : concluso e rendicontato 2007 --------------- 3. AREA D’INTERVENTO DELL’ASSOCIAZIONE - Minori. Adolescenti e Giovani - Attività socio sanitaria --------------------- 6. TITOLO DEL PROGETTO che si presenta al COGE: ------------- INFO-SOCIAL POINT --------- 7. DESCRIZIONE DEL PROGETTO: --------------------------------------------------------- In premessa: La direzione dell’Ulss 6 di Vicenza ha concesso a 20 associazioni di volontariato la possibilità di usufruire di uno spazio ( 4 uffici attrezzati e spazi di uso comune) all’interno dell’Ospedale S. Bortolo. In tale modo viene facilitata la conduzione della vita associativa e la possibilità di operare in modo anche integrato, al raggiungimento degli obiettivi previsti dai singoli statuti delle Associazioni. È questo un chiaro esempio di collaborazione tra Servizio Sanitario Nazionale e Volontariato e si configura come una “Best Practice” e una esperienza che può essere riproposta anche in altre realtà. Dato che l’Ospedale diventa sempre più luogo specializzato nella cura medica, si ritiene opportuno presentare un progetto di collaborazione tra associazioni presenti in Ospedale, volto a creare un raccordo con il Territorio. Tali proposte si concretizzano nella strutturazione di percorsi di integrazione sociale rivolti a persone per le quali, pur in presenza di difficoltà personali, non è prevedibile l’inserimento nei percorsi istituzionali. ------------------------------------------------------------- Tale proposta, utilizzando strumenti metodologici idonei a verificarne anche l’efficacia e la ricaduta sociale, potrà rappresentare un momento importante per l’individuazione anche di nuove modalità e strategie collaborative fra il volontariato e la realtà dell’Ulss di Vicenza. ----------------------- Questo percorso può rappresentare un’esperienza significativa da sottoporre all’attenzione dei Tavoli di Lavoro istituiti dalla Conferenza dei Sindaci, in quanto offre l’opportunità di integrare persone che, postesi in relazione con le Associazioni sotto elencate, possono trarre beneficio sotto l’aspetto sociale, relazionale ed anche legato all’uso del proprio tempo libero. ------------------ Da qui la necessità di riorganizzare anche il punto di incontro operativo così da potenziare le finalità delle associazioni stesse. ----------------------------------------------------------------- Tra le sopra citate associazioni, 7 in particolare affrontano aspetti relativi alla disabilità, e precisamente: 1. AISM – Sclerosi Multipla 2. UILDM - Distrofia Muscolare 3. A.Vi.S.Bi.- Spina Bifida 4. H81 insieme Vicenza – disabilità sportiva e sociale 5. Di.A.Psi.Gra.- Disturbi mentali 6. Lidap - Attacchi di Panico 7. A.I.C.E.- Epilessia --------------------------------------------------------- La necessità di creare sinergia fra le associazioni presenti che si occupano di problemi e disabilità sia fisiche che psichiche, ci ha fatto pensare ad un progetto che crei un punto informativo ma soprattutto un punto di partenza per un percorso di socializzazione. Da una prima analisi delle attività di queste associazioni, risulta che la maggior parte di esse ha a disposizione poche risorse umane e che alcuni volontari che si dedicano alla segreteria/sportello informativo di fatto possono, se adeguatamente formati ed organizzati, essere valorizzati ed ampliare le loro capacità di supportare gli associati. --------------------------------------------------------- Da queste premesse nasce l’idea di creare uno sportello comune all’interno dello spazio dell’Ospedale al fine di dare una opportunità ai soci delle associazioni aderenti alla convenzione, che per effetto di essere loro stessi portatori di handicap fisico o mentale o altro ancora, sono esposte alla solitudine e al rischio di emarginazione. La prima azione sarà di creare una rete informativa e un archivio a cui attingere per creare la struttura organizzativa/operativa per: ----------------------------------------------------- • Avere una mappatura delle possibilità, dei percorso di orientamento e di indicazione circa le opportunità che territorio offre. ( CIRCOLI, PARROCCHIE, COOPERATIVE SOCIALI AD ASSOCIAZIONI A POLISPORTIVE ecc, ecc.) per far si che la progettazione delle attività di aggregazione sociale, sia posta in relazione con le concrete possibilità presenti così da rispondere alle esigenze di quelle persone che potrebbero essere a rischio di emarginazione. -------------------- • Assicurare la presenza allo sportello di un organico di persone con una reale conoscenza del territorio e formate sulla tematica della disabilità e, come azione secondaria, attuare la selezione e la formazione sul campo di queste figure associate o associabili al Volontariato. ------------------------------------------- • Assicurare l’adeguatezza della selezione delle persone attraverso il coinvolgimento nel progetto di un psicologo-facilitatore attraverso; una prima fase di approccio e conoscenza, una fase di indicazione e di scelta del percorso, e infine una fase di accompagnamento e avvio. L’obiettivo è quello di far PARTECIPARE le persone in presenza di disabilità, ad attività ricreative, culturali, sportive, a gite, corsi di formazione, feste ed altre iniziative fino anche ad essere socialmente inserite.-------------- 8. DURATA DEL PROGETTO----------------- Data di inizio 01/09/2008 Data di conclusione 01/10/2009 ------------------------------------------------------------ 9. AREA DI INTERVENTO DEL PROGETTO ----------------------------------------------------- Il progetto individua quale area generale di intervento quella della disabilità con un’attenzione particolare legata all’integrazione sociale, al rischio di emarginazione sociale e al coinvolgimento attivo delle persone anche nella costruzione del proprio percorso nel quale viene previsto anche un adeguato supporto. ----------------- 10. LUOGO DI SVOLGIMENTO DEL PROGETTO -------------- Prende avvio all’ OSPEDALE SAN BORTOLO DI VICENZA per poi svilupparsi verso il TERRITORIO dell’ ULSS 6 ---------------------------------------------------------- 11. OBIETTIVI DEL PROGETTO: 1. Strutturare incontri e collaborazione mirati alle Associazioni che espletano le loro funzioni nell’ambito della disabilità psichica o fisica, partendo da quelle che condividono lo spazio concesso alle organizzazioni no profit presso l’Ospedale S. Bortolo di Vicenza, in modo da valorizzarne le risorse umane, favorendo la reciproca conoscenza attraverso obiettivi condivisi. Per avviare questo processo verrebbe quindi creato uno sportello informativo comune nella zona “atrio-attesa” della struttura. Questa segreteria comune verrebbe gestita da quei volontari delle diverse associazioni la cui disponibilità e preparazione non sempre viene utilizzata al meglio, che verrebbero appositamente formati, con la presenza di un operatore esterno (con contratto a progetto a carico dell’associazione capofila) in grado di garantire continuità e coordinamento del servizio. Tale forma di collaborazione accrescerebbe sicuramente la visibilità delle associazioni, promuovendone la conoscenza nel territorio e permetterebbe l’organizzazione di nuove iniziative comuni, oltre alla raccolta sistematica di informazioni, dei delle richieste e delle risorse presenti.-------------------------------------------------------------- 2. Rispondere più prontamente e globalmente alle richieste delle persone con disabilità che si rivolgono alle associazioni, garantendo un presidio più costante della sede, una maggiore integrazione dei servizi e una banca dati aggiornata delle attività delle associazioni e delle risorse del territorio nel suo complesso. Avendo una gestione unificata della segreteria, inoltre, ogni associazione potrebbe comunque dedicarsi maggiormente alle sue specifiche attività, arricchita però dalla conoscenza delle altre realtà e risorse di volontariato. ------------------------------------------ 3. Sviluppare dei percorsi di promozione dell’integrazione sociale per alcuni soci (o persone che rispondono ai requisiti individuati) delle associazioni coinvolte (10 persone in un anno): attraverso anche il supporto di uno psicologo, con un accordo contrattuale legato al progetto a carico dell’associazione capofila, queste persone verrebbero accompagnate in un percorso di individuazione delle proprie inclinazioni personali, delle risorse e dei limiti contribuendo alla individuazione delle modalità con le quali far fronte ad alcune difficoltà. I volontari addetti allo sportello, inoltre, possono affiancare le persone in difficoltà inserite nel progetto nel riavvicinamento ad alcune realtà di socializzazione della comunità territoriale, non solo fornendo informazioni, ma restando concretamente loro vicino nel percorso di integrazione sociale concordato; --------------------------------------------------------- 4. Attivare nuovi volontari, anche e soprattutto aiutando le persone a diventare loro stesse Risorsa. Per favorire il reinserimento sociale (e non il puro e semplice intrattenimento) ed un maggior grado di benessere, è necessario sostenere l’impegno personale, si incoraggeranno “relazioni propositive” tra le associazioni, attraverso la disponibilità che ogni socio potrebbe mettere a disposizione degli altri. Chi ad esempio è caratterizzato da una buona capacità d’ascolto potrebbe diventare una presenza affidabile per un “Altro” che necessita di un semplice appoggio in alcuni momenti collegati ad di ansia o depressione. In tale modo il processo di condivisione fra le diverse associazioni potrebbe favorire anche una crescita individuale dei soci, riducendo le percezioni di isolamento e rendere le associazioni stesse luogo di ulteriore socializzazione tra i membri, oltre che di aiuto concreto nei confronti delle persone alle quali il progetto si rivolge direttamente. ---------------------------------------------- 5. Avviare momenti di Collaborazione, secondo lo spirito dettato dalla legge 328, e di partecipazione unitaria da parte di tutte le Associazioni alle iniziative proposte dai diversi tavoli di lavoro, complementari, che trovano integrazione nei “Piani di zona” --------------------------------------------------- 16. DESTINATARI DEL PROGETTO ------------------------ Persone con età compresa fra i 18 e i 65 anni, che non sono seguiti da Servizi dell’Ulss o da soggetti terzi in percorsi individualizzati. Potranno essere soci delle Associazioni che prendono parte a questo progetto o comunque persone autosufficienti con difficoltà afferibili alle aree specifiche di attività delle Associazioni in oggetto. Potranno usufruire delle risorse e attività personalizzate del “SOCIAL point” coloro che potrebbero essere a rischio di emarginazione sociale, mentre per i fruitori dell’”INFO Point” non vi è limite per l’accesso e la partecipazione alle attività comuni e trasversali a tutte le Associazioni. ------------------ 17. INDIVIDUAZIONE DEI DESTINATARI ----------------------------------------------------- Le associazioni Partner del progetto, ovvero le associazioni presenti all’interno dell’ospedale S. Bortolo di Vicenza, attraverso i loro Volontari, segnalano all’Equipe del progetto i nominativi delle persone individuate come fruitori del servizio. Si precisa che il Reclutamento degli aventi diritto/bisogno di questo servizio ne avranno conoscenza previa anche un’azione di pubblicizzazione dell’iniziativa (volantinaggio e promozione nel territorio attraverso i canali classici del volontariato). ---------------------------------- 12. DESCRIZIONE DELL'ARTICOLAZIONE PROGETTUALE DELLE AZIONI E DEI RISULTATI ATTESI PER OGNI AZIONE. ------------------------------------------------- AZIONI STRUMENTI RISULTATI ATTESI 1. Creazione e formazione del gruppo di lavoro 1 psicologo, 1 operatore, almeno 10 volontari 5 incontri di formazione sui temi della disabilità e legislazione attinente, sulle associazioni coinvolte (finalità, attività, modalità di lavoro), sul territorio e la rete dei servizi. Assicurare un base comune informativa e formativa al gruppo di lavoro; individuare strategie di sviluppo condivise 2. Programmazione e organizzazione condivisa dello sportello Individuazione di nuove proposte perla riorganizzazione di: orari, modalità, regole interne, sistema di monitoraggio, ecc. Aumentare la qualità delle diverse attività offerte; aumentare e qualificare la capacità organizzativa e ottimizzare le risorse umane 3. Raccolta di informazioni e creazione di un archivio delle associazioni e delle risorse del territorio Organizzazione di una postazione informatica condivisa; creazione ed aggiornamento di una banca dati di servizi sanitari, associazioni, parrocchie, gruppi di auto-mutuo aiuto, centri sportivi e ricreativi, ecc. Avere un mappatura costante delle maggiori opportunità di integrazione sociale offerte a livello territoriale 4. Promozione e avvio dello sportello Invio di adeguata informativa scritta a tutti i soci; volantini e locandine presso l’Ospedale e eventuali altre sedi delle Associazioni partner Presidio e presenza di persone qualificate presso la sede 5 giorni su 7, almeno 4 ore al giorno; Aumento delle persone che accedono per informazioni sulle attività delle Associazioni 5. Sviluppo di percorsi di integrazione sociale ad hoc Individuazione di almeno 10 persone che possano usufruire di colloqui orientativi da parte dello psicologo per poi essere inseriti in attività di integrazione e socializzazione nel rispetto della specificità delle diverse situazioni personali Verificare attraverso un costante monitoraggio l’andamento dei singoli progetti avviati. 6. Valutazione e stesura di una relazione conclusiva Rilevare i dati sugli accessi alla sede, le richiesta di informazioni, le relazioni avviate con altre realtà territoriali e verificare l’esito dei percorsi di inserimento. Aumento degli accessi, aumento delle richieste di informazioni, aumento della capacità di dare risposta alle richieste informative anche delle altre associazioni del progetto. Aumento dell’integrazione sociale e delle capacità di porsi in relazione da parte delle persone coinvolte nei percorsi 7. Organizzazione di una iniziativa collettiva di presentazione dell’esperienza rivolta alla comunita’ locale Coinvolgimento di tutti i partner, nella pubblicizzazione dell’esperienza Diffusione e condivisione dell’esperienza; valutazione di un’ipotesi di ulteriore suo sviluppo attraverso nuove progettualità 14. DIVULGAZIONE DELL’ESPERIENZA a) Comunicazione scritta a tutti i soci delle associazioni partner; b) Promozione sui media locali e sui siti web dei partner; c) Creazione di volantini e locandine informative sull’info social point. ------------------------ 15. SISTEMA DI MONITORAGGIO E VALUTAZIONE ---------------------------- 1. Valutazione in essere a cura del pool di volontari e collaboratori esterni 2. Supporto psicologico mensile le attività di socializzazione sia individuali che del gruppo/associazioni. 3. Valutazione e rendicontazione spesa mensile. 4. Settimanalmente nella sede operativa, attraverso supporti informatici. ------------------- 18. INNOVATIVITÁ ------------------------------------------------------------------------ Premesso che l’ospedale sta diventando il luogo sempre più specializzato nella cura della persona, mentre i percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale delle persone è sempre più devoluto al territorio, avere un luogo di incontro tra queste due realtà (Ospedale e Territorio) attraverso le associazioni di volontariato, la cui messa in rete è stata possibile grazie anche alla lungimiranza dell’Ulss e alla disponibilità delle associazioni, avvia un nuovo modello di collaborazione. --------------- La ricaduta in termini di aspettativa in Efficacia viene valutata in 3 aspetti:  Una evidente miglioramento in termini di Umanizzazione dei rapporti, una promozione di relazioni tra territorio ed istituzioni, anche in ambito micro ovvero tra i cittadini e la struttura preposta all’erogazione del servizio.  Un’ulteriore momento di crescita e aggregazione delle associazioni operanti all’interno dello spazio San Bortolo  Un’ulteriore e nuovo canale che favorirà l’integrazione con azioni di solidarietà nel territorio che potrà concorrere all’orientamento di nuove politiche sociali. ---------------------------------- 19. BISOGNI AI QUALI INTENDE RISPONDERE IL PROGETTO ---------------------- Il tavolo delle conferenza dei sindaci, i piani di zona le azioni promosse da strutture come la Caritas sono in modo sempre più indirizzate alla attuazione di azioni in sostegno alle persone più esposte a rischi di emarginazione, con nuovi bisogni per effetto di disagi o di nuove povertà emergenti e che si trovano perciò in situazione di marginalità sociale. ------------------------------- Le associazioni coinvolte in questo progetto ritengono che, dalla percezione degli associati stessi, ci sia bisogno di offrire qualità di informazioni e di indirizzare i propri soci in maniera più autorevole ed organizzata di quella offerta dalle semplici associazioni ospiti negli stessi locali. Solo in attuazione di un progetto globale che risponda ai criteri di:  Efficienza di un punto segreteria, centro di documentazione tra le associazioni, velocità di risposta alle richieste telefoniche.  Qualità dei colloqui con gli associati che chiedono di essere indirizzati presso i centri degli enti preposti. Questo screening viene effettuato dalle due persone qualificate ed eventualmente con la collaborazione anche della UO Psicologia Ospedaliera diretta dal Dott. A. Cracco.  Opportunità effettiva di contribuire alla crescita di tutto il sistema dei volontari associati, con una formazione mirata volta ad aumentare la consapevolezza della figura/stile del volontario e del suon codice comportamentale. --------------------------------------------------------- 20. PARTNER COINVOLTI ULSS 6 e Associazioni presenti all’interno dell’ospedale S. Bortolo --------------------------------------- 21. PROMOZIONE DI PARI OPPORTUNITA’ e NON DISCRIMINAZIONE --------------------- I volontari saranno persone di entrambi i sessi dove alla donna sarà assicurato tutto lo spazio necessario alla valorizzazione delle proprie specificità di genere. ------------------------------------------------------------- 22. INCLUSIONE DELLE PERSONE DISABILI Il progetto ha come finalità la facilitazione dell’inclusione delle persone disabili, ovvero un vero e proprio contenitore di spazi nuovi dove ogni fruitore troverà un suo modo di esprimersi e realizzarsi nei modi e tempi concordati dai referenti il progetto --------------------------------- 23. VOLONTARI ----------------------------------------------- N° 20 per 14 ore mensili per 12 mesi con compiti di segreteria e con compiti di aiuto Ore 3.360 N° 6 per 10 ore mensili per 12 mesi Ore 720 ------------------------ Totale ore volontari -------------------------- 4.080 (quattromila e ottanta)
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Evento: Clowndestino en La Teja "se mueven las Noches Clowndestinas" Tipo: Performance Organizzatore: Espacio SATS Inizia: sabato 12 settembre alle ore 21.00 Termina: domenica 13 settembre alle ore 22.15 Luogo: Espacio SATS . http://www.facebook.com/l/;CE.CU.VI.